‘La Sicilia si sente’, nove storie raccontano l’isola migliore

Progetto di Birra Messina punta su storia, tradizione e valori

(ANSA) – PALERMO, 13 MAG – “Quando creo un gioiello so quando inizio, ma non so quando finisco. E’ importante il valore aggiunto della storia che racconterà il gioiello alla fine e la bellezza dei materiali della Sicilia che utilizzerò”. Roberto Intorre è un orafo contemporaneo palermitano, la sua è una vera vocazione. Sin da bambino, accompagnava il padre sui cantieri della città, passando ore intere a trasformare tutti i materiali che gli stavano intorno. Voleva diventare un artigiano visionario. Così Roberto ha deciso di aprire la sua bottega, dove oggi lavorano in 4. Ogni giorno si lascia ispirare dai materiali che caratterizzano l’Isola, per creare piccole opere d’arte che parlano siciliano. Ha anche utilizzato le trame e le pale del fico d’india per realizzare le sue creazioni. Roberto Intorre è uno dei testimonial del progetto ‘La Sicilia si Sente’, una piattaforma di comunicazione che prende vita grazie ai canali social e digital del brand Birra Messina, che ha voluto puntare su ricchezza, generosità e passione, “valori che ritroviamo in una terra piena di meraviglia, come la Sicilia”.
    Birra Messina ha invitato i siciliani a condividere le proprie storie per permettere a tutti di vedere la Sicilia con i loro occhi: un viaggio nell’isola alla scoperta della natura e della cultura, oltre che delle tradizioni più radicate e oggi reinterpretate in chiave moderna. Per una immersione nella Sicilia più autentica ecco i volti e le voci di diversi protagonisti con le loro esperienze, tutte legate a profonde radici e tradizioni. Sono 9 storie, una per ognuna delle 9 province siciliane, 9 esperienze diverse che parlano di chi “ce l’ha fatta”, emergendo in contesti difficili con coraggio e passione. Ci sono Antonella e Giusy Donato, che hanno trasformato a Ganzirri (Me) il peschereccio del nonno in un’attività di pesca turismo; Carlo e Paola che sono riusciti a trasformare una vecchia cava nel primo parco culturale di Mazara del Vallo, ‘Periferica’, un luogo dove le persone si incontrano per condividere innovazione e cultura. Ed ancora, Giuseppe Distefano, guida vulcanica, fotografo e video maker di Catania; Francesco Blancato e Francesco Cusumano, due creativi siciliani di Augusta (Sr) che hanno dato vita al magazine ‘Suq’, che raccoglie, racconta e porta alla luce storie che riguardano luoghi, persone e tradizioni della Sicilia. Ma c’è anche Mario Incudine, artista poliedrico che ha iniziato a fare musica nella sala da barba ‘Barberia di Enna’. Da quel momento non si è più fermato, continua a portare la sua arte in giro per il mondo.
    Oggi è uno dei musicisti più influenti del panorama siciliano.
    Lorenzo Ruta, chef di Modica (Rg), dopo aver trascorso molti anni a Torino, è tornato in Sicilia, per intraprendere un viaggio alla riscoperta dei sapori della sua terra. Andrea Bartoli e Florinda Saieva da Parigi sono tornati a vivere a Favara, dove hanno realizzato il ‘Farm Cultural Park’ che nasce nel 2010 da un sogno: trasformare un centro storico abbandonato in un polo culturale e una meta turistica. Infine, Davide Comunale e Irene Marraffia, appassionati studiosi di storia di Sutera (Cl), che 10 anni fa hanno riscoperto le antiche Vie Francigene che percorrono tutta l’intera isola siciliana. “Sono storie – si legge in una nota di Birra Messina – di chi è nato sull’isola e ha scelto di vivere nella propria terra, trasformando antichi mestieri e tradizioni in scommesse imprenditoriali e in attività che valorizzano le bellezze naturalistiche e culturali dell’isola, soprattutto quelle meno note e fuori degli stereotipi”. (ANSA).
   

(fonte Ansa)

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