Chiedere un prestito: cosa fare, quali sono i requisiti?

richiedere soldi in prestito

Le esigenze e le necessità economiche di una famiglia possono rivelarsi più di quanto previsto. E’ per questa ragione che, talvolta, si è chiamati a valutare la possibilità di richiedere un prestito. Ma quali sono i requisiti? Quali sono le cose che vengono valutate dalle banche o gli istituti finanziari prima di erogare un finanziamento?

Naturalmente la prima cosa è che chi richiede un prestito disponga dei requisiti essenziali che possano attestare la possibilità di restituire la somma prestata nei tempi stabiliti.

La finalità di un prestito generalmente è una spesa importante, come l’acquisto di un’automobile nuova o usata, oppure la ristrutturazione della casa, o ancora l’acquisto degli arredi.

Ma negli anni più recenti la cultura finanziaria degli italiani è cambiata, e l’acquisto con il ricorso a un prestito è diventata un’abitudine, tanto che adesso si richiede un prestito anche per piccole somme e finalità come un viaggio o una vacanza, una spesa medica, un intervento chirurgico oppure le spese universitarie.

Requisiti per poter ottenere un prestito
Qualora si fosse in possesso dei requisiti necessari per ottenerlo, un finanziamento non necessita di pratiche e tempi lunghi, come può accadere per un mutuo.

Prima di esporsi e concedere un finanziamento, l’istituto di credito o l’intermediario finanziario valutano che il richiedente disponga di alcuni requisiti essenziali che garantiscano, almeno sulla carta, che quella somma possa essere restituita nei tempi stabiliti.

Come riporta prestitionline it, i requisiti per poter ottenere il prestito sono differenti a seconda della tipologia del finanziamento, e ogni banca ha le sue, così da mantenere le insolvenze al di sotto di un determinato livello. Tuttavia ne esistono tre essenziali che devono essere sempre rispettati:

l’età del richiedente di minimo 18 e massimo 70 anni (anche se alcune banche e finanziarie dispongono di finanziamenti per gli over 70);
un reddito dimostrabile;
la titolarità di un conto corrente bancario.

Esistono poi altri requisiti, che possono essere differenti a seconda dei casi. Uno di questi è il credit scoring, letteralmente il punteggio sul credito, un metodo statistico che misura la solvibilità del cliente sulla base di un sistema che aiuta gli intermediari finanziari a velocizzare l’approvazione dei prestiti.

L’affidabilità creditizia del richiedente viene anche valutata sulla base del rapporto tra la rata di rimborso e il reddito del richiedente che, in genere, non deve superare il 30%.

Oltre a questo, si consulta il CRIF, la Centrale Rischi dove viene segnalata qualsiasi eventuale inadempienza o ritardo nei rimborsi di finanziamenti precedenti del soggetto richiedente.

Il CRIF è una delle banche dati appartenenti ai Sistemi di Informazioni Creditizie (SIC), in grado di fornire informazioni sulle persone che accedono al credito erogato dalle varie banche e finanziarie. Qui vengono annotati non solo l’apertura del finanziamento ma anche le scadenze pattuite, il rimborso, il numero di rate non pagate e la risoluzione o meno dell’inadempimento.

Essere segnalati dal CRIF non è un buon biglietto da visita, perché compromette il buon fine della richiesta. Al contrario, il merito creditizio rappresenta l’affidabilità economica e finanziaria, ed è fondamentale per ottenere le giuste condizioni in un prestito.

Per limitare il rischio di insolvenza del debitore, la banca o l’intermediario finanziario possono richiedere che il titolare del prestito presenti anche delle garanzie accessorie. È il caso ad esempio della presenza di soggetti coobbligati, che si assumano la responsabilità della restituzione del credito in caso di inadempimento del cliente. Oppure specifiche coperture assicurative, per lo più non obbligatorie, ma che consentono alla banca di mitigare il rischio.

Le coperture assicurative diventano invece obbligatorie per un’altra formula di prestito alternativa al prestito personale. Si tratta della fai un preventivo di cessione del quinto, il prestito garantito dal datore di lavoro per i lavoratori dipendenti o dall’ente pensionistico per i pensionati, e dal quinto dello stipendio, che consente di aggirare l’impedimento di un eventuale passato creditizio non proprio limpido. Le coperture obbligatorie richieste in questi casi sono il rischio vita, se a garantire il titolare è la pensione, oppure il rischio impiego se si tratta di un dipendente.

Proprio per il suo carattere più “liberale”, la cessione del quinto presenta tassi di interesse che risultano più elevati rispetto a quelli previsti da altre forme di finanziamento.

Come valutare un prestito
La convenienza di un prestito deve tenere conto di alcuni aspetti essenziali che non sono sempre evidenti a una prima valutazione. Per trovare il prestito personale più conveniente è infatti necessario prima della sottoscrizione e prima ancora di accettare qualsiasi condizione, considerare due valori: il TAN e il TAEG:

il Tasso Annuale Nominale (TAN) è il tasso di interesse applicato al capitale finanziato espresso in percentuale e su base annua: insieme alla quota capitale mensile, andrà a determinare la rata di rimborso;
il Tasso Annuale Effettivo Globale (TAEG) è la misura, espressa in percentuale e su base annua, del vero costo del finanziamento. Infatti, a differenza del TAN, il TAEG è comprensivo di eventuali oneri accessori a carico del cliente (ad esempio, delle spese di istruttoria). Calcola il TAEG del tuo finanziamento grazie al nostro strumento di calcolo.
Nel confronto di due o più offerte, il TAEG è l’elemento di confronto migliore, poiché prende in considerazione il costo complessivo di un finanziamento, includendo tutte quelle spese accessorie solitamente escluse dal calcolo del TAN. È tuttavia necessario ricordare che il confronto del TAEG tra due o più finanziamenti è possibile solo a parità di condizioni (importo finanziato e durata).
Nello specifico, a parità di importo finanziato il TAEG si riduce all’aumentare della durata del prestito mentre, a parità di durata, il TAEG si riduce all’aumentare dell’importo del prestito.

Cosa accade se non si paga o si è in ritardo con una rata?
Ritardare o ancora peggio saltare anche una rata del rimborso di un prestito può avere conseguenze che variano a seconda della gravità dell’inadempienza. Tuttavia può capitare una dimenticanza, oppure un bonifico non andato a buon fine o ancora, un momento di difficoltà. La premessa è che il piano di rimborso e le norme che lo regolano sono disposte in maniera personalizzata da ogni finanziaria o istituto di credito e devono essere riportate in maniera chiara all’interno del contratto.

In generale, il semplice ritardo implica l’applicazione degli interessi moratori, che scattano dal giorno seguente a quello indicato della scadenza della rata e nella percentuale obbligatoriamente indicata nel contratto.

Il passo successivo a un’inadempienza più grave, come saltare più rate, comporta invece la revoca del prestito con la cosiddetta risoluzione unilaterale del contratto, un diritto che l’istituto di credito o l’intermediario finanziario possono esercitare per legge nei confronti del cliente debitore.

Il cliente che salta il pagamento della rata rischia inoltre di essere segnalato come cattivo pagatore e che il proprio nominativo venga inserito negli elenchi della Centrale Rischi, con il conseguente peggioramento della propria situazione creditizia e una maggiore difficoltà nell’ottenere credito futuro.

Si può estinguere un prestito prima della scadenza?
La legge stabilisce il diritto per il consumatore di restituire anticipatamente tutto o parte del capitale residuo prima della scadenza del contratto, in ogni momento. In questo caso, la società finanziaria o la banca potranno applicare la penale di estinzione anticipata, l’onere che il debitore è tenuto a pagare al creditore qualora decida di rimborsare il finanziamento prima della scadenza prevista.

La penale da corrispondere è calcolata sulla parte di prestito residua o comunque restituita anticipatamente ed è stabilita in misura ridotta pari a:

1% se la durata residua del finanziamento è superiore a un anno;
0,5% se la durata residua è pari o inferiore a un anno.
In generale, il rimborso anticipato permette un risparmio sugli interessi residui tanto minore quanto maggiore è la durata del prestito già trascorsa.

Come trovare il prestito più conveniente
Esistono condizioni differenti per un prestito praticate a seconda delle caratteristiche del finanziamento e dal canale che si sceglie per aprirlo e gestirlo. In generale, un prestito online garantisce i tassi più bassi, proprio perché l’apertura può avvenire da remoto e la gestione è rimandata al suo titolare attraverso i canali digitali della banca o della finanziaria.

Per riuscire ad aggiudicarsi un prestito alle migliori condizioni, la soluzione migliore è affidarsi a un comparatore certificato, quindi si potrà procedere con la richiesta di un preventivo.

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